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Pavimentazioni gallerie stradali: l'Italia punta ancora poco sul calcestruzzoIgnorati i tanti benefici economici e ambientali della soluzione


Hanno la stessa iniziale e sono egualmente importanti, pur con modalità diverse, nel campo delle infrastrutture. Sicurezza e sostenibilità delle gallerie stradali sono le due direttrici su cui si sta lavorando, ai fini di un miglioramento, con il ricorso alle pavimentazioni in calcestruzzo, un materiale che, qualora fosse utilizzato 2.000 volte, consentirebbe, in un ventennio, il risparmio di 2,1 miiardi di euro per costi ridotti di illuminazione e manutenzione e la contestuale mancata immissione nell'aria che respiriamo di 3.500.000 tonnellate di CO2.

Tradotto in quantità visualizzabili, si parlerebbe di 140.000 auto in meno sulla strada; della quantità di inquinanti generati da località di estensione pari ad Aosta e o Vibo Valentia; della capacità di assorbimento di polmoni verdi grandi quanto sei volte il milanese Parco Sempione o il romano annesso a Villa Borghese; e di 11.600 nuovi alberi piantumabili. Non sono gli unici numeri forniti dal Centro Studi di Federbeton, che ha indicato, per lo stesso periodo, una riduzione, in termini di spesa sociale, pari a 1,3 miliardi di euro.

I riscontri sono stati ricavati dai due studi sull'argomento portati avanti dal Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale dell'ateneo La Sapienza di Roma nel tentativo di attribuire un valore ai benefici, sul piano dei costi e della sostenibilità ambientale, legati all'utilizzo del calcestruzzo per le gallerie stradali. Impiegati, ai fini del lavoro, anche i dati forniti da Anas. Ai concetti di sostenibilità e sicurezza legati alle pavimentazioni dei tunnel se ne potrebbe legare un terzo: durabilità.

Roberto Callieri, Presidente di Federbeton, ha sottolineato come "intervenire in maniera risolutiva ed efficace sulle infrastrutture italiane è esigenza ormai condivisa in maniera trasversale da tutte le istituzioni economiche, sociali e politiche del Paese. La cronaca attuale è promemoria costante: viadotti, ponti e gallerie necessitano di interventi che guardino al futuro e non si limitino ad interventi straordinari che rischiano di arrivare troppo tardi".

Di qui l'impegno costante dell'organismo rappresentativo, in seno a Confindustria, della filiera italiana del cemento e del calcestruzzo per promovuere soluzioni innovative, ecosostenibili e sicure, utili a dotare l'Italia di una rete infrastrutturale in grado di rispondere alle nuove sfide.  

Considerata debolmente nel nostro Paese, dove risulta poco usata al contrario di quanto avviene in Europa, la pavimentazione stradale in calcestruzzo presenta invece alcuni 'plus' importanti:

  • il materiale di base è ignifugo e atossico;
  • abbassa il carico di incendio;
  • non emette gas o fumi tossici
  • non è soggetto ad alterazioni fisiche/strutturali;
  • consente l'evacuazione dei presenti, così come le attività di soccorso

La resistenza al naturale deterioramento e il colore chiaro non impongono il ricorso a grandi sorgenti illuminazione, con un ritorno positivo, sul piano economico da un meno 20 sino a un meno 26 per cento in base alla lunghezza del tunnel.

Il tipo di materie prime secondarie utilizzate e la possibilità di riciclo, una volta esaurito il periodo di servizio, sono altri fattori che valgono a inserire il calcestruzzo nell'elenco dei supporti a basso impatto ambientale. 

"Il nostro Paese è tra le nazioni che ospitano il maggior numero di gallerie, il primo europeo per chilometri di tunnel e il secondo al mondo per numero di tunnel, dopo il Giappone – ha ricordato Callieri - Nonostante ciò, persiste una difficolta ad allinearsi a una ormai diffusa consuetudine costruttiva".

Ritardi culturali e normativi sono i freni che stanno impedendo un allineamento dell'Italia agli altri Paesi. Si parla, da una parte, di mancata acquisizione di consapevolezza rispetto al valore dell'impiego di calcestruzzo; dall'altra, dell'assenza di indicazioni costruttive o di prestazioni minime, entrambe attestanti la sicurezza dell'intervento.

(Sfoglia il numero di giugno della rivista leStrade - Sezione Gallerie - e leggi l'analisi approfondita curata dalle ricercatrici dell'Università La Sapienza di Roma)

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