Un Green Deal autostradale nel Rapporto di sostenibilità dell'AiscatTra le numerose best practice, primo focus sulla galleria fonica della nuova SP 46 a Milano



di Fabrizio Apostolo

 

La notizia ci tocca da vicino, perché molti degli argomenti che veicola hanno trovato ampio spazio, negli anni, anche sulle pagine della nostra testata. L’AISCAT, Associazione Italiana Società Concessionarie di Autostrade e Trafori, ha pubblicato la prima edizione del suo “Rapporto di sostenibilità”, (scaricalo in versione integrale, in più clicca qui per scaricare la versione inglese, per gentile concessione della stessa AISCAT, un ringraziamento particolare a Emanuela Stocchi, direttore affari internazionali dell'associazione) uno strumento che ambisce a diventare un “appuntamento fisso” annuale, ovvero a fare da punto di incontro per il settore, e per i suoi interlocutori, in chiave di costruzione di una cultura della sostenibilità sempre più raffinata e diffusa.

 

È un cammino, questo, che ci vede, come dicevamo, al fianco dell’AISCAT, intesa sia come associazione sia come suoi singoli membri, le società autostradali, con cui ci interfacciamo da sempre e che ringraziamo per il feeling sempre crescente nella buona divulgazione. Lo strumento AISCAT, da parte sua, rappresenta da un lato una “collezione” di ottime pratiche, ma dall’altro va anche molto oltre: perché ci fornisce una visione d’insieme molto ampia, e culturalmente solida, dell’odierna sostenibilità ambientale in campo infrastrutturale. Siamo, insomma, in piena logica Green Deal, che si nutre di molto già fatto, già esperito, ma che sa porsi sempre in un’ottica di sfida, perché molto, moltissimo è ancora da fare.  

 

AISCAT intende così la sostenibilità non solo come “mero” green, ma anche come catena virtuosa i cui anelli sono i progetti e le costruzioni sostenibili, i servizi resi all’utenza, la gestione innovativa d’impresa che sa accelerare, per esempio, sul tema della responsabilità sociale. Senza dimenticare, mettendola anzi al primo posto, la sicurezza stradale e con essa e per essa l’innovazione, e qui ci ritroviamo nel mondo smart road e veicolo autonomo. La sostenibilità, insomma, è una chiave di lettura del fare rete, a livello nazionale di comparto, ma anche a livello internazionale, si pensi soltanto agli interscambi continui in ambito ASECAP e IBTTA. E si pensi, ancora una volta, al Green Deal in atto, alle prospettive di comunità, al futuro.

 

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Nel Rapporto di sostenibilità AISCAT il lettore troverà le iniziative di decarbonizzazione di molte concessionarie, da Autostrada del Brennero alla Brebemi, e poi i piani di mobilità sostenibile, gli interventi puntuali di trattamento delle acque (di Autovie Venete, per esempio). Ma anche i progetti europei come C-Roads o quelli votati alla digitalizzazione, nonché le campagne di sensibilizzazione alla sicurezza stradale (Autostrada Brescia-Padova, ma non solo, ovviamente). Ma il Rapporto parla anche di dibattito pubblico, come strumento di sviluppo sostenibile alla base dei grandi interventi infrastrutturali (Autostrade per l’Italia), di lotta ai ghost (i veicoli contromano, tra gli altri la conduce CAV) e di pesature dinamiche dei mezzi pesanti.

 

Rimandando a prossimi interventi redazionali, sia sull’edizione cartacea sia sul web, approfondimenti più mirati e completi (ci scuseranno le concessionarie non citate) sul Rapporto - che è arricchito da un’ampia prefazione del Presidente dell’AISCAT Fabrizio Palenzona, nonché da un’interessante sezione storico-informativa sul ruolo dell’associazione - vorremmo portare all’attenzione del lettore, in questa sede, una best practice tecnica emblematica, che abbiamo già raccontato e che torneremo presto a raccontare essendo l’intervento quasi concluso, in materia di mitigazione acustica, uno dei fulcri della sostenibilità infrastrutturale moderna (l’intera rete AISCAT conta ad oggi 1.067 km di barriere antirumore).

 

È la storia della galleria fonica di Paderno Dugnano, grande opera di Milano Serravalle-Milano Tangenziali SpA, in corso di ultimazione nell’ambito della riqualificazione della SP46 Rho-Monza dall’A52 Tangenziale Nord di Milano a Baranzate (lotti 1 e 2), un’infrastruttura che collegherà la stessa Tangenziale Nord con la viabilità di accesso al polo fieristico di Rho-Pero, permettendo così il completamento del sistema delle tangenziali intorno al capoluogo lombardo.

 

Foto Gallery: la galleria fonica con struttura in acciaio di Paderno

 

 

 

Si tratta di una galleria dallo sviluppo pari a 260 m con funzione di copertura, a fini prevalentemente acustici, ma anche paesaggistici, in corrispondenza di una zona residenziale di Paderno Dugnano. La galleria sorge su un tratto in rivelato supportato su entrambi i lati da muri di sostegno con paramenti verticali di altezza complessiva pari a circa 7,50 m. La struttura portante è caratterizzata da elementi metallici principali con conformazione policentrica disposti ortogonalmente all’asse stradale. Nel dettaglio, la costituiscono 32 profili ad “H calandrati di tipo composto” e profili di tipo HEB 600 o HEB 650, di lunghezza variabile tra 29,1 e 32,6 m e con passo tipico pari a 9,00 m, ancorati sulla sommità delle opere di sostegno. Ortogonalmente a tali elementi, troviamo quindi le travi metalliche secondarie (HEB 240 per le “pareti” e da HEA 240 per la “copertura”), su cui poggiano in copertura lastre di vetro e, sulle pareti laterali, un rivestimento esterno “tipo Caiman” realizzato con pannellature in acciaio sostenute da un’orditura metallica.

 

Il guscio della galleria è articolato in due parti: la copertura trasparente in vetro e le pareti laterali cieche con pannelli antirumore. La copertura trasparente è costituita da lastre in vetro stratificato piano-rettangolari di dimensioni 1,50 x 2,00 e 1,50 x 4,00 m connesse tramite spider di supporto, oltre a lastre in PMMA collocate sul colmo della galleria per consentire una rapida evacuazione dei fumi in caso di incendio.

 

Alla galleria fonica di Paderno Dugnano, esempio di opera di tutela ambientale, ma anche di ricucitura urbanistica, leStrade ha dedicato la copertina del numero di Ottobre 2020, contenente il dossier speciale Ambiente&Territorio. Torneremo a visitare il cantiere a febbraio, con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sul prossimo numero di Marzo. Ultimi ma non ultimi, come si suol dire, vanno menzionati gli attori di questo interessante progetto, a cominciare dai padroni di casa di Milano Serravalle, con il direttore tecnico Giuseppe Colombo, per proseguire con Milano Serravalle Engineering e il suo direttore lavori, Roberto Ponti, passando per l’ATI dei costruttori Paderno Scarl (GLF, Collini Lavori e ICG) e l’impresa altamente specializzata che ha prodotto e installato le carpenterie metalliche, EuroprogressGroup, supportata dal partner astepON.

 

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