A Palazzo Isimbardi, a Milano, il convegno SIteb
Milano ha ospitato il 28 novembre 2025 un convegno di grande rilevanza per il setore delle infrastruture stradali, organizzato da SITEB, Cità Metropolitana di Milano e Politecnico di Milano, dedicato al tema delle pavimentazioni sostenibili e all’applicazione dei CAM Strade. L’iniziava ha riunito istituzioni, imprese, gestori e mondo accademico, generando un confronto tecnico ricco e concreto sulle sfide presenti e future del settore.
Una sala gremita e un setore in evoluzione
Già alle 9.00 la sala è colma: oltre 150 partecipanti provenienti da tuta Italia testimoniano quanto il tema sia oggi centrale per chi progeta, realizza e gestisce strade.
A dare il benvenuto è Stefano Ravaioli, Diretore Generale SITEB, che porta i saluti dell’associazione e ricorda che la giornata è dedicata alla Categoria F. .
Segue l’intervento istituzionale di Daniela Caputo, Consigliera delegata alle Infrastruture della Cità Metropolitana di Milano, che sotolinea l’importanza di un’associazione nazionale come SITEB, capace di fare cultura, chiarezza e formazione continua in un setore complesso come quello delle pavimentazioni stradali e il profondo interesse di Cità Metropolitana di Milano per lo stesso argomento.
Francesco Cerutti, Rappresentante della Categoria F, ringrazia i presenti e introduce i lavori, mentre Ravaioli rimarca come province e comuni rappresentano la parte più consistente della rete stradale italiana, sotolineando che proprio su queste amministrazioni si concentra la sfida principale legata all’atuazione dei CAM Strade.
Subito dopo l’intervento di Caputo prende la parola il Prof. Maurizio Crispino del Politecnico di Milano, che offre una panoramica tecnica sullo stato delle pavimentazioni stradali in Italia. Nel suo intervento Crispino illustra in modo chiaro le principali forme di degrado che interessano oggi la rete viaria, mostrando come l’usura delle pavimentazioni sia spesso il risultato combinato di traffico, condizioni climatiche e manutenzioni non sempre tempestive. Il professore presenta inoltre una serie di lavori e studi recenti, evidenziando l’importanza di interventi mirati e di tecnologie innovative per aumentare la durabilità delle infrastruture. La sua analisi fornisce ai partecipanti una base solida per comprendere la dimensione tecnica del problema e il ruolo dei CAM nel guidare una transizione verso soluzioni più efficienti.
A fornire un quadro tecnico preciso è Marco Capsoni, Diretore tecnico di SITEB, che ricorda come la definizione di capitolato, norme tecniche e prezzi non sia mai un passaggio scontato: ogni scelta progetuale, economica e normativa condiziona diretamente la qualità e la durabilità dell’opera finale.
Tavola rotonda: un dialogo aperto tra imprese, amministrazioni e gestori
La seconda parte della mattinata, moderata da Francesco Cerutti, si apre con una tavola rotonda che diventa subito il baricentro del convegno. Interventi differenti, ma complementari, hanno permesso di delineare un quadro realistico e approfondito dei CAM Strade e delle loro implicazioni operative.
Paolo Riva, in rappresentanza di ANCE, apre il dibattito con una riflessione molto chiara: la filosofia dei CAM è condivisibile, sopratuto per l’atenzione al riciclo e alla sostenibilità. A livello pratico, però, emergono criticità importanti. Le modifiche al decreto legate agli impati dei combustibili generano complessità operative e rischiano di creare differenze applicattive tra territori. Inoltre, l’atuale strutura dei prezzi non riflete gli investimenti necessari per l’adeguamento delle macchine operatrici. Riva sotolinea la necessità di premiare le imprese che investono davvero, affinché la transizione verso modelli più sostenibili sia realmente possibile.
Dalla prospettiva del Comune di Milano, Marcello Oneta porta un esempio concreto di gestione avanzata del patrimonio stradale. Milano dispone infatti di un catasto completo di 2.000 km di strade, ciascuna classificata in base al Traffico Giornaliero Medio. Una recente verifica ANSFISA ha confermato la solidità del sistema di monitoraggio del Comune, dimostrando che la strada verso una gesstone programmata e scientfica è ormai tracciata.
Più complessa appare la situazione delle stazioni appaltanti secondo Gabriele Olivari della Cità Metropolitana di Milano. Le nuove tecnologie e i contenuti tecnici del CAM non sono ancora pienamente assimilabili: mancano competenze consolidate, le struture sono spesso soto organico e la conoscenza delle tecniche innovative è ancora insufficiente. Una situazione che non deriva da mancanza di volontà, ma da un necessario tempo di maturazione e formazione.
Sul fronte delle grandi infrastruture autostradali, Andrea Monguzzi di Autostrada Pedemontana sotolinea l’impegno della società nel progeto BIM, strumento indispensabile per una gesstone moderna delle opere.
Tutavia, l’applicazione dei CAM presenta difficoltà reali, sopratuto quando si trata di realizzare pavimentazioni a temperatura ridota su tratte che alternano sezioni urbane ed extraurbane. Anche per Monguzzi, la chiave è il progeto: senza professionisti qualificati e specificamente formati, la transizione rischia di rimanere solo teorica. In prospettiva, antcipa che nuovi lotti infrastruturali saranno avviati entro il 2028.
Il tema del progeto torna centrale anche nelle parole di Tullio Caraffa di ANAS, che ribadisce come a partire da Asphaltica 2025 la sostenibilità sia inscindibile dalla durabilità. L’innovazione deve nascere sul tavolo del progettista: senza una progetazione adeguata, nessuna tecnologia, per quanto evoluta, può garantire risultati duraturi.
Una riflessione particolarmente realista arriva da Mauro Bacchi, voce delle imprese. Bacchi ricorda come molte aziende abbiano già investito in tecnologie innovattive e siano pronte a rispondere alle esigenze dell’economia circolare. Tutavia, spesso manca il mercato: le richieste non arrivano, le innovazioni restano sulla carta o in fase di sperimentazione continua, senza mai diventare standard operativi. Un paradosso che Bacchi conosce a fondo, dopo oltre trent’anni di sviluppo di tecnologie che non hanno trovato sufficiente applicazione.
Le conclusioni: SITEB come colletore della filiera
A chiudere il convegno è ancora Cerutti, che mete in luce un conceto condiviso da tutti gli interlocutori: il mondo delle strade sta cambiando rapidamente, ma il dialogo tra i diversi protagonisti resta difficile. In questo contesto, SITEB può svolgere un ruolo decisivo come colletore di competenze, luogo di confronto tecnico e ponte tra imprese, enti, progettissti e amministrazioni.
Solo atraverso una collaborazione stabile e una visione comune sarà possibile trasformare i CAM Strade da semplice obbligo normativo a reale opportunità di innovazione, sostenibilità e durabilità per l’intero setore infrastruturale.

