Ultimi 20 giorni: lavori stradali aumentati fino al 50%

“Negli ultimi 20 giorni il costo del bitume è aumentato fino a 200 euro a tonnellata (+47% rispetto a febbraio) e non sembra volersi fermare. Parallelamente è quasi raddoppiato il costo dell’energia necessaria alla produzione dell’asfalto. Servono misure urgenti di reale compensazione di questi rialzi per evitare la paralisi della filiera delle costruzioni e la puntuale esecuzione dei lavori previsti”.

È l’allarme lanciato da SITEB – Associazione Strade italiane e bitumi, che rappresenta l’intera filiera delle infrastrutture stradali e dei sistemi impermeabilizzanti, con una lettera inviata dal Presidente Alessandro Pesaresi al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e alle istituzioni competenti.

Nella lettera Pesaresi evidenzia il forte impatto dell’aumento esponenziale dei costi dell’energia e delle materie prime sulle imprese del comparto. Il settore delle infrastrutture viarie è uno degli assi portanti del rilancio economico del Paese, ma il rapido cambiamento del contesto economico globale sta mettendo in seria difficoltà molte aziende, con il rischio concreto di fermo degli impianti e crisi aziendali.

Il bitume, componente di origine petrolifera essenziale per la manutenzione e la costruzione delle strade, ma anche componente fondamentale dell’industria delle impermeabilizzazioni, fiore all’occhiello del nostro paese, ha registrato negli ultimi venti giorni aumenti fino a 200 euro a tonnellata (+47%). Senza un aggiornamento degli elenchi prezzi da parte delle stazioni appaltanti, questi rincari non potranno essere assorbiti integralmente dalle imprese esecutrici. A crescere rapidamente è anche il costo dell’energia. In particolare il gas metano, fondamentale per la produzione del conglomerato bituminoso, è passato in pochi giorni da 2–3 euro a tonnellata a 6–7 euro, con un’incidenza che raggiunge 12–14 euro per metro cubo di conglomerato prodotto. Un aumento dei costi di questa portata non potrà che avere pesanti ripercussioni su produzione, occupazione e continuità dei cantieri, mettendo a rischio anche il rispetto delle tempistiche dei lavori programmati.

Per questo SITEB ha chiesto al Governo misure urgenti e straordinarie per compensare l’aumento dei prezzi, tra cui:
l’introduzione di un contributo straordinario per l’emergenza energetica, limitato alla durata dell’attuale fase economica e ai lavori già acquisiti;
la revisione delle soglie di alea nel meccanismo di compensazione per il caro materiali;
l’adeguamento dei meccanismi di revisione prezzi, rendendoli più aderenti alla dinamica dei mercati;
il riconoscimento stabile degli oneri per conferimento e trasporto dei rifiuti, necessario per rendere concretamente sostenibili i processi della green economy, che comportano per le imprese investimenti e costi significativi.