Sblocca Cantieri e indipendenza del controllo: le preoccupazioni di ConformaFocus sull'inclusione della stazione appaltante tra i soggetti abilitati


Ora, dopo il voto favorevole di Senato e il primo 'sì' incassato alla Camera (318 i sostenitori, 236 i contrari) si attende, già in giornata, il via libera definitivo al Disegno di Legge di conversione del Decreto 18 aprile 2019 n. 32 (conosciuto come 'Sblocca Cantieri'). I passi successivi, prima della data del 17 c.m. indicata come termine ultimo per la conclusione dell'iter, prevedono il visto da parte della Corte dei Conti, la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo che nella serata del 12 giugno u.s. ha incassato il parere positivo dei Deputati è lo stesso sottoposto alla valutazione del ramo parlamentare. Contiene quindi l'estensione di cui all'art. 26, comma 6, lettera b) del Codice dei Contratti, che apre le attività di verifica preventiva dei progetti alla "stazione appaltante nel caso in cui disponga di un sistema interno di controllo di qualità", anche in caso di opere di valore tra 5 e 20 milioni di euro (riguarda quindi la maggior parte degli interventi realizzati in Italia).

Nei giorni immediatamente precedenti alla votazione di cui sopra, una voce critica sul punto si era levata dalla associazione CONFORMA, che riunisce gli organismi di Certificazione, Ispezione, Prova e Taratura, ricevuta, con altre realtà direttamente coinvolte dal disposto in esame, in audizione alla Camera presso l'VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici).

Al centro degli interventi del Presidente di CONFORMA, Paolo Salza, e del Consigliere Delegato alle Costruzioni, Fabrizio Capaccioli, proprio il passaggio emendativo introdotto durante il passaggio del Ddl al Senato. "Se dovesse essere approvato anche dalla Camera dei Deputati - aveva sottolineato nell'occasione Calza - ci si troverebbe di fronte a una pericolosa sovrapposizione dei soggetti che commissionano, progettano e realizzano le opere con quelli incaricati del relativo controllo, andando di fatto a creare una situazione in cui il controllore finisce col controllare se stesso".

Capaccioli era ritornato sulla (necessaria) indipendenza delle verifiche quale valore, appunto, da preservare, anche alla luce di recenti fatti di cronaca: "la verifica del progetto riveste un ruolo fondamentale a garanzia della qualità e della sicurezza dell’opera, oltre che del rispetto dei tempi e dei costi di realizzazione".

Il Consigliere aveva quindi aggiunto: "Solo le verifiche effettuate da Organismi di ispezione di Tipo A1 sono in grado di garantire il massimo livello di competenza, terzietà e indipendenza, perché dotati di strutture tecniche e organizzative altamente qualificate, ma soprattutto in quanto scevri da qualunque commistione con le società incaricate del progetto e dell’esecuzione dell’opera".

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