Morandi, inaugurato il cantiere delle attività propedeutiche alla demolizioneBucci, Toti e Rixi al cospetto di gru e martinetti idraulici: pronte le 5 imprese consorziate



Un Sindaco di Parola. Marco Bucci, primo cittadino di Genova e Commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi, collassato lo scorso 14 agosto, esattamente quattro mesi più tardi è riuscito quantomeno a portare le macchine in cantiere, come si suol dire, prima (14 dicembre) firmando il decreto di affidamento dei lavori di demolizione, quindi (il giorno dopo) inaugurando personalmente il sito insieme con autorità, tecnici e maestranze. Ma andiamo con ordine.

Nel pomeriggio del 14 dicembre (la fonte è la pagina Facebook del Sindaco di Genova) è stato firmato il decreto di “Affidamento dell’appalto pubblico dei lavori per la realizzazione, in estrema urgenza, di tutte le opere per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica o in altro sito dei materiali di risulta del Viadotto Polcevera in Genova”. Affidatarie risultano cinque aziende raggruppate: Fagioli SpA, Fratelli Omini SpA, Vernazza Autogru Srl, Ipe Progetti Srl e Ireos SpA. 

Sabato 15 dicembre Bucci e il governatore Giovanni Toti (con loro anche il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi) hanno quindi inaugurato il cantiere propedeutico alla demolizione. "I lavori di demolizione - ha sottolineato Bucci – dureranno da quattro a sei mesi: ma quello che è fondamentale è che la ricostruzione inizi entro il 31 marzo 2019. Solo così saremo sicuri di avere il nuovo ponte per il prossimo Natale".

Tutto pronto, dunque, anche se per l'inizio effettivo dei lavori si attende ancora (per il pomeriggio del 17 dicembre) il via libera da parte del giudice per le indagini preliminari. Passando alla squadra degli operatori in campo - spiegano dal Comune di Genova - Fagioli e Omini non sono nuove a sfide difficili: essendo state per esempio protagoniste delle operazioni di recupero e demolizione della Costa Concordia.

"Due imprese diverse - spiega Paolo Cremonini, direttore progetti speciali Fagioli SpA – con un'affinità: in entrambi i casi si tratta di intervenire  su strutture esistenti che hanno subito un danno. Quando si affrontano lavori di questa portata le incognite sono tante, non sappiamo, pur essendoci preparati in questi mesi, come il ponte si comporterà. Non abbiamo paura, siamo molto concentrati".

Si lavorerà in parallelo: sulla parte Ovest verranno utilizzati gli stessi martinetti idraulici  - gli strand jack - utilizzati per la Concordia. Montati sulle impalcature alzeranno le travi, mentre gli appoggi verranno tagliati con le cesoie da demolizione di Omini. Le stesse travi, infine, con le grandi gru di Vernazza verranno calate  a terra. Nella zona Est, invece, prosegue Cremonini, verranno montate torri tralicciate su delle fondazioni, poste sotto le ali della Pila 10 in modo da renderla stabile: "In questo modo si potrà lavorare a terra in sicurezza per abbattere gli edifici".

 

 

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