L’Europa alimenta la crescita Manitou
Il Manitou Group apre il 2026 con risultati superiori alle attese, chiudendo il primo trimestre con un fatturato di 648 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025, che sale al +10,2% a cambi costanti. Anche gli ordini mostrano un andamento positivo, attestandosi a 631 milioni (+9,9%), mentre il portafoglio complessivo raggiunge 1,21 miliardi di euro (+3,6%), garantendo una buona visibilità sulla produzione nei prossimi mesi.
A trainare la performance è soprattutto l’Europa, dove i ricavi salgono del 12,5% a 553 milioni di euro grazie alla forte domanda di sollevatori telescopici, in particolare da parte delle società di noleggio, consentendo al gruppo di rafforzare la propria quota di mercato.
Situazione opposta in Nord America, dove il fatturato scende del 14,2% a 100 milioni, penalizzato dai dazi sulle importazioni negli Stati Uniti e da un effetto cambio sfavorevole; al netto di questi fattori, il calo risulta più contenuto ma il contesto resta complesso. In flessione anche l’area LAPAM (America Latina, Asia-Pacifico, Africa e Medio Oriente), che registra un -12,9% a causa del rallentamento dei mercati e di una concorrenza più intensa. Parallelamente, il gruppo prosegue nello sviluppo del piano strategico “LIFT”, con il lancio di nuovi modelli elettrici per edilizia e agricoltura e la creazione di una joint venture con Hangcha per la produzione di batterie agli ioni di litio, puntando a rafforzare l’integrazione della filiera e a contenere i costi nel lungo periodo. Per l’intero 2026, il management prevede una crescita del fatturato intorno al 5% e un margine operativo ricorrente vicino al 5%, in un contesto che resta incerto a causa di dazi, volatilità delle materie prime e instabilità valutaria. Nonostante ciò, il solido portafoglio ordini rappresenta un elemento di stabilità, anche se tensioni geopolitiche e dinamiche globali potrebbero ancora influenzare i risultati finali.
