Filiera calce e malte sempre più sostenibile

La filiera italiana della calce e delle malte conferma la propria capacità strutturale di valorizzare le risorse e ridurre gli impatti ambientali. È quanto emerge dal secondo Bilancio di Sostenibilità diffuso da CAMA, l’Associazione dell’Industria Italiana della Calce e delle Malte, parte di Federbeton Confindustria, relativo al biennio 2023-2024.

Nel 2024, a fronte di 15.171 tonnellate complessive di rifiuti generate, il 94,7% è stato avviato a recupero e solo il 5,3% a smaltimento, confermando e migliorando la performance del 2023 (94,6%). Questo dato evidenzia la solidità del modello circolare del settore, capace di mantenere livelli di recupero elevati anche in presenza di un aumento dei volumi produttivi. La quota di rifiuti pericolosi si mantiene residuale (1,4%), mentre i rifiuti non pericolosi rappresentano la quasi totalità dei flussi gestiti.

I risultati si inseriscono in un quadro più ampio di miglioramento delle performance ambientali della filiera. Nel biennio osservato, le imprese associate hanno ridotto le emissioni complessive di gas serra del 5%, passando da 192.809 a 182.584 tonnellate di CO₂ equivalente. Parallelamente, l’efficientamento energetico e l’incremento dell’approvvigionamento da fonti rinnovabili hanno contribuito a una riduzione del 24% delle emissioni indirette Scope 2.

Un fattore determinante di questa evoluzione è la progressiva sostituzione dei combustibili fossili con biomassa rinnovabile, che nel 2024 ha coperto circa il 54% del fabbisogno energetico del comparto, risultando la principale fonte energetica utilizzata. Questa scelta ha consentito di evitare emissioni fossili per circa 233 mila tonnellate di CO₂ equivalente, rafforzando il contributo del settore alla transizione energetica e alla mitigazione climatica.

Nel percorso verso la decarbonizzazione, la filiera valorizza inoltre un processo chimico intrinseco della calce: la ricarbonatazione. Attraverso di essa i prodotti a base di calce riassorbono naturalmente una quota significativa delle emissioni generate in fase produttiva, con stime scientifiche che indicano la possibilità di recuperare circa il 33% delle emissioni di processo entro il primo anno di utilizzo. Tale dinamica, ulteriormente potenziabile tramite tecniche industriali dedicate, rappresenta un elemento distintivo nel bilancio emissivo del settore e una leva concreta per l’evoluzione verso modelli produttivi a minore intensità carbonica.

«I dati del Bilancio di Sostenibilità dimostrano come la filiera italiana della calce e delle malte sia oggi impegnata in un percorso concreto di decarbonizzazione, con risultati misurabili. L’elevata capacità di recupero dei rifiuti, l’impiego crescente di biomassa e il contributo della ricarbonatazione rappresentano asset strutturali della nostra strategia di transizione ambientale, che deve procedere in equilibrio con la competitività industriale e la continuità produttiva», ha dichiarato Leone La Ferla, Presidente di CAMA.