Anas, quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida

Solo il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare alla guida, con assistente vocale o bluetooth. Il 14,6% digita il numero prima di inserire il vivavoce e l'8,9% guida con lo smartphone in mano. È il dato di apertura della quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas (Gruppo FS) e condotta da GR-Global Research, basata su oltre 4.000 interviste e 5.000 osservazioni dirette lungo 12 strade della rete. I profili meno disciplinati: utenti di veicoli a noleggio, guidatori meno esperti e motociclisti.

Codice della Strada e incidentalità
L'86% degli intervistati approva le norme del nuovo Codice. Ma chi ha avuto un incidente negli ultimi due anni (7,9% del campione) usa il cellulare alla guida nel 90,8% dei casi contro il 65% generale, e si dice favorevole alle nuove norme solo nel 76,9%. La frattura è netta anche per categoria: il consenso verso le regole crolla proprio tra giovani, motociclisti e utenti di auto a noleggio.

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L'illusione del controllo
Il 76,3% riconosce che guidare in un luogo familiare riduce la prudenza, ma solo il 31,6% ritiene che esistano situazioni che richiedono maggiore concentrazione. L'attenzione, segnala la Ricerca, è adattiva: massima nel maltempo, minima vicino casa.

Monopattini
Solo il 31,4% li considera sicuri. Il 55,1% imputa la pericolosità alle imprudenze dei conducenti, il 37,2% alla mancanza di protezioni, il 36,5% all'uso improprio in aree pedonali o sui marciapiedi. Per il 57,4% le norme attuali sono troppo permissive.

Sé e gli altri
Voto medio che gli italiani si attribuiscono come guidatori: 7,8 (era 7,9 nel 2024). Agli altri, il giudizio è molto più severo: sul rispetto dei limiti di velocità l'autovalutazione è 7,8, la valutazione altrui 4,9; sul non uso del cellulare 7,8 contro 4,8. Il gap fra sé e gli altri si riduce comunque a 2,6 punti (era 2,9 nel 2024).

Cosa migliora
Le osservazioni dirette segnalano progressi sull'uso del cellulare e delle frecce in sorpasso. Il mancato rispetto del divieto di sorpasso scende al 14,3% (era 17% nel 2022). Le cinture anteriori sono usate dal 91,1% dei conducenti e dal 95,4% dei passeggeri; le cinture posteriori salgono al 64,7%, contro il 24,3% del 2022: +40 punti percentuali in tre anni.

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Il commento dell'AD di Anas, Claudio Andrea Gemme: «I numeri della Ricerca sottolineano quanto il comportamento individuale al volante sia determinante per la sicurezza di tutti. Investire in consapevolezza, formazione ed educazione stradale è una leva concreta per ridurre i rischi e salvare vite. È questa la direzione giusta per avvicinarci alla Vision Zero voluta dall'Unione Europea entro il 2050».

La metodologia
Le 5.000 osservazioni dirette sono state svolte su RA10 Torino-Caselle, SS 336 della Malpensa, SS 14 (Mestre-Portogruaro), SS 75 Centrale Umbra, GRA di Roma, A2 Autostrada del Mediterraneo, SS 1 Aurelia (Roma-Grosseto), SS 700 della Reggia di Caserta, SS 16 Adriatica (Foggia-Monopoli), A19 Palermo-Catania, SS 121 Catanese e SS 131 Carlo Felice in Sardegna.

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