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Le conseguenze del crollo del Ponte Morandi

  • Pubblicato in Magazine

Un piano organico di manutenzione, una banca dati sullo stato delle infrastrutture, risorse per la vigilanza autostradale intensificate. Mentre ancora si fronteggia la tragedia del 14 agosto (a Genova ne sanno qualcosa) si iniziano a delineare alcune proposte concrete per mettere finalmente in sicurezza non solo un sistema viario cittadino, ma un intero, grande Paese.

“La prima vera grande opera di cui ha bisogno questo Paese è un imponente e organico piano di manutenzione ordinaria e straordinaria del nostro territorio e delle nostre infrastrutture esistenti”. leStrade ne parla da anni, con intensità crescente negli ultimi quattro, da quel 2014 che si aprì con un convegno romano (29 gennaio) organizzato da Rete Democratica dal titolo che forse avrebbe meritato maggiore attenzione da parte dei decisori: “La manutenzione dei ponti per la sicurezza stradale: opera grande tra le grandi opere”. La frase dell'incipit è tratta dalla relazione di accompagnamento all'Audizione sul Ponte Morandi di Genova del Ministro Danilo Toninelli, il 27 agosto, di fronte alle commissioni congiunte di Camera (Ambiente) e Senato (Lavori Pubblici).

Scarica la relazione in versione integrale nell'area download in basso di questo articolo.

morandi2Interessanti, giornalisticamente e anche in chiave di agenda futura, anche le conclusioni del documento, riguardante le “cose da fare”: “Allestire una banca dati a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e le informazioni di tutte le nostre infrastrutture. Per ogni infrastruttura dovremmo avere certezza dell'intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarhico di importanza e urgenza”. “Disporrò - prosegue Toninelli - il potenziamento del servizio ispettivo che opera presso il Ministero valutando anche il ripristino di quella Agenzia che avrebbe avuto una maggiore autonomia e che i Governi precedenti non hanno voluto istituire, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull'operato dei concessionari e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico”.

Quindi, la “convocazione” dei concessionari con annessa richiesta di “un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a realizzare un programma di riammodernamento delle infrastrutture”. Infine, l'annuncio, più politico che tecnico, della revisione integrale del sistema delle concessioni.

I numeri dell'evento
Il fatto è stra-noto, intorno alle 11.35 del 14 agosto scorso è crollata una campata del Viadotto Polcevera, detto anche “Ponte Morandi” dal cognome del suo progettista. Il collasso ha riguardato il pilone centrale di sostegno e circa 260 m di carreggiata autostradale (siamo sull'autostrada A10 Genova-Savona gestita da Autostrade per l'Italia), strutture precipitate su capannoni industriali e tratti di viabilità stradale e ferroviaria. Circa 40 i veicoli coinvolti, 43 le vittime della tragedia, 9 i feriti. Anche la rivista leStrade, naturalmente, porge alle famiglie dei deceduti le più commosse condoglianze e si stringe alla città di Genova, più volte messa sotto i riflettori dalla nostra testata proprio in funzione di una sua più che auspicata modernizzazione territoriale e messa in sicurezza (si pensi soltanto alle grandi opere idrauliche in corso). Continueremo senz'altro a raccontare le conseguenze del “Morandi”, dando spazio alla tecnica, innanzitutto, e alle politiche infrastrutturali di ampio respiro.

morandi3In questa sede, ci limitiamo a fornire qualche numero, che documenta l'impegno profuso nella gestione dell'emergenza: i Vigili del Fuoco hanno impiegato 388 unità e 111 mezzi provenienti da varie regioni e dal 14 al 22 agosto hanno effettuato 1.092 interventi di recupero beni. Il 118 ha disposto l'invio immediato di 30 ambulanze, 6 auto mediche e 90 soccorritori volontari. La Polizia di Stato ha impiegato 200 unità per i primi soccorsi, con 12 pattuglie antisciacallaggio. I Carabinieri hanno impiegato oltre 100 unità al giorno, con 10 unità cinofile. La Guardia di Finanza 97 militari. La Polizia Stradale, da parte sua, ha impiegato 138 pattuglie nelle attività di gestione della viabilità autostradale. Potenziate anche le task force di Polizia Ferroviaria e Capitaneria di Porto. Infine, un cenno e un pensiero di solidarietà agli sfollati: in tutto 566. Nonché alle aziende coinvolte e a tutti coloro i quali vivono o lavorano nell'area di Genova.

La concessionaria
Importante, come ovvio, anche l'attività profusa dalla concessionaria Autostrade per l'Italia - raggiunta anche da una lettera del MIT che avvia formalmente “la contestazione del gravissimo inadempimento […] agli obblighi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) e custodia, in oggettiva considerazione del collasso dell'infrastruttura, delle vittime accertate e degli ingenti danni riportati” - che al momento del crollo aveva in corso alcuni lavori di consolidamento della soletta. Una sintesi delle attività messe in campo è stata fornita da un comunicato successivo al cda del 21 agosto, in cui si citava l'impegno di oltre 150 uomini della società, il piano di interventi a favore delle famiglie delle vittime, degli sfollati e delle aziende coinvolte, il piano di ricostruzione del ponte crollato (che il Governo giallo-verde, si evince da fonti giornalistiche, vorrebbe far coordinare a società statali...), i piani di viabilità alternativa, la sospensione del pedaggio nel nodo di Genova. Una prima stima economica delle iniziative in essere: circa 500 milioni di euro. L'ultima notizia ci porta nel vivo del dibattito sulle concessioni: il 27 agosto sempre ASPI ha messo in rete il testo completo della convenzione, allegati inclusi, compreso il piano finanziario (Allegato E). Vai sul sito di Autostrade per approfondire. Lo stesso giorno, il MIT ha messo online tutti i contratti di concessione con le società autostradali italiane (clicca qui).

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