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Macchine d'Europa, il rilancio passa per digitalizzazione e collaborazione

Anticipiamo il testo firmato per leStrade dal presidente del CECE, Committee for European Construction Equipment, e di prossima pubblicazione sul numero di Luglio della rivista, nella rubrica introduttiva L'Opinione. All'orizzonte, il Congresso che si terrà a Roma dal 17 al 19 ottobre.

di Enrico Prandini

Tutte le strade portano a Roma” dicevano gli antichi romani. È questa la battuta con la quale si potrebbe aprire il Congresso del CECE che, insieme all’associazione italiana UNACEA, abbiamo deciso di organizzare nella Città Eterna dal 17 al 19 ottobre 2018. Si tratta infatti di un appuntamento molto importante le cui tematiche detteranno l’agenda dell’industria europea delle macchine per costruzioni nei prossimi anni.

Sin dall’inizio del mio mandato di presidente del CECE a gennaio 2018 ho posto come priorità lo sviluppo di una visione comune da articolarsi lungo tutta la catena di valore dell’industria delle costruzioni. Il momento è propizio perché il comparto sta attraversando una fase positiva: il CECE Business Climate Index, l’indice che registra il sentimento delle aziende di macchine per costruzioni, si attesta infatti a livelli record post-crisi. In questo scenario la parola chiave è “collaborazione”. Si tratta di una nuova tendenza positiva per un comparto frammentato tra costruttori edili, piccole imprese specializzate, professionisti con ruoli spesso non armonizzati, investitori, fornitori di materiali e macchinari, clienti pubblici e privati. Come CECE abbiamo dato un importante contributo a un gruppo molto eterogeneo di settori industriali fino all’approvazione di un Manifesto sulla digitalizzazione del comparto costruzioni sottoscritto da oltre 20 federazioni europee di categoria.

Il trend principale che caratterizzerà la tecnologia applicata alle macchine da costruzione nei prossimi anni è quello della trasformazione digitale dell’industria mediante la telematica, i sistemi di controllo in remoto, l’Internet delle cose e l’automazione. Questi dispositivi, integrati tra loro grazie all’avvento della digitalizzazione, consentiranno di massimizzare l’efficienza delle macchine, ridurre ulteriormente le emissioni e salvaguardare la sicurezza degli operatori. La chiave del successo di tutte le imprese, ma soprattutto delle Pmi, sarà rappresentata dalla velocità con la quale sapranno adattarsi a questi cambiamenti.

Questi temi costituiranno il fulcro dei dibattiti a Roma durante i tre giorni del Congresso del CECE. Cercheremo di capire le competenze che richiede la nuova interfaccia persona-macchina nel nostro settore, l’impatto che questa ha sull’operatore e sulle imprese utilizzatrici grazie agli interventi di esperti del settore e delle aziende utilizzatrici. Durante il terzo giorno di lavori parleremo anche degli investimenti di cui necessita l’Europa per superare il deficit infrastrutturale ancora molto grave in molte regioni dell’Unione.

Quando i programmi di ammodernamento infrastrutturale decollano sono un traino per i settori collegati secondo l’ormai noto moltiplicatore che ogni investimento in edilizia e infrastrutture genera nel resto dell’economia. Lo abbiamo del resto visto a Intermat con l’accelerazione formidabile impressa in tutto il comparto dal progetto Grand Paris - 35 miliardi di euro di investimenti, oltre 60 miliardi di euro di valore sociale creato e stime fino a 100 miliardi di euro di Pil aggiuntivo prodotto grazie alle nuove infrastrutture.

Sul finanziamento di questi investimenti dobbiamo sviluppare una visione comune nel settore delle costruzioni. E anche in questo caso è il momento giusto visto che l’Unione Europea sta discutendo proprio in questi mesi il prossimo budget pluriennale del programma Connecting Europe Facility II, che dal 2021 al 2028 finanzierà e renderà operativi i progetti per i corridoi infrastrutturali europei.

I confronti e le discussioni del prossimo ottobre romano ci daranno idee e spunti che sapremo convertire in proposte e obiettivi da indicare nel nostro Manifesto per la prossima legislatura europea. Infatti ci stiamo già preparando al 2019, anno di passaggio e di cambiamento istituzionale, che comincerà con le elezioni europee di fine maggio e si concluderà in novembre con la nomina della nuova Commissione Europea. Se tutte le strade portano a Roma, sembra naturale per un’organizzazione europea come la nostra che ritornino a Bruxelles con quella visione comune che cercheremo di sviluppare con il Congresso del CECE.

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www.cece.eu

www.unacea.org

 

 

 

 

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