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Un tocco di "green" per la "Future Mobility Week" a Torino

Per facilitare la memorizzazione dei quattro concetti-cardine per la mobilità del futuro, una nota casa costruttrice tedesca ha battezzato un acronimo in inglese: CASE. Al di sotto si celano le iniziali di "Connected", "Autonomous", "Shared" ed "Electric".   

L'ultimo dei punti - la circolazione a zero emissioni - troverà ampia trattazione, nonché un'offerta di tipo intrattenitivo-ludico, nel contesto di "Future Mobility Week", evento organizzato in tandem da GL events e Clickutility Team, squadra ormai collaudata grazie ai cinque anni di lavoro comune per "Smart Mobility World".

Forse è difficile crederlo adesso, complice la situazione di mercato e infrastrutturale, ma in un domani non troppo lontano si pensa di vedere sempre meno motori tradizionali endotermici alimentati a benzina o gasolio, sostituite da soluzioni elettrificate.  

Le stime comunicate da una primaria società del ramo energetico (Terna) nel suo "Rapporto Mensile" sulla situazione specifica del sistema indicano per il 2030 un parco circolante di complessivi 6,5 milioni di veicoli appoggiati per la trazione a pacchi batteria installati a bordo. Se la previsione risultasse confermata, si arriverebbe a coprire il 17% della flotta veicolare mondiale. 

Per conseguire però quest'obiettivo - continua il Rapporto - già dal prossimo anno (2019) in Italia si dovrebbe dare il seguente rapporto commerciale: 1 auto elettrica su 10 nuove immatricolate. Un risultato che appare francamente difficile dal momento che il settore dell'elettrico copre nel nostro Paese uno spicchietto dell'0,1% all'interno della grande "torta" delle alimentazioni alternative. Se si vuole centrare il bersaglio ipotizzato, la quota di penetrazione del segmento dovrebbe passare al 48%.

La possibilità più concreta di una conversione alle zero emissioni passa allora forse dall'anzianità del parco circolante italiano, che lambisce di media gli 11 anni. Peccato che al momento la percentuale legata al tasso di sostituzione annuo nel nostro Paese sia solo del 5% e che i veicoli di classe ambientale più bassa (Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3) si ritrovino legati ad ambiti geografici dove la rete infrastrutturale non si è ancora spinta o si rivela deficitaria rispetto alle esigenze reali degli automobilisti. 

Da uno studio condotto dalla stessa società del ramo energia si ricava che per alimentare i 6,5 milioni di veicoli ipotizzati sarebbero necessari 2,5 TW/h annui per milione di veicoli, in esubero di 16 TW/h (il 5,2% della domanda registrata nel 2016) rispetto ai flussi produttivi annuali. La stima ha preso a riferimento solo mezzi di taglia piccola impiegati su tratte brevi (10mila km l'anno di media). Anche se ci stiamo muovendo su un piano ipotetico, la sfida della mobilità elettrica dovrà fermarsi a considerare attentamente anche quest'aspetto. 

Lo stato dell'arte legato alla circolazione a zero emissioni sarà affrontato a Torino il prossimo 3 ottobre nell'ambito della seconda edizione del Forum Nazionale della Mobilità Elettrica, costola di "Future Mobility Week".

Nella stessa data si scenderà in pista per il penultimo round del campionato italiano "Green Endurance", promosso, a partire da quest'anno, dalla Commissione Attività Ecosostenibili e Sperimentali di AciSport per fermarsi a riflettere, in un contesto differente dall'aula, sulla questione dell'energy saving. Paddock, partenza e arrivo della corsa saranno ricavati nel piazzale davanti a Lingotto Fiere, utilizzato dagli organizzatori anche per molti altri momenti della manifestazione. 

Per informazioni più dettagliate su questa serie agonistica guardate qui.

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